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Hani Motoko e la storia dietro l’invenzione del Kakebo

La storia del Kakebo - Hani Motoko e la storia dietro l’invenzione del Kakebo

Indice dei contenuti

Introduzione

In Giappone l’ordine e l’organizzazione sono una vera e propria filosofia. Per i giapponesi infatti, rappresenta la via per la serenità spirituale e viene applicata in tutti gli ambiti della loro vita.

Da qualche tempo, anche l’occidente sembra essere influenzato positivamente da queste correnti filosofiche, grazie anche a personaggi noti come Marie Kondo e il suo metodo per riordinare al meglio gli spazi abitativi con lo scopo di migliarare la qualità della propria vita. Ma questa è un’altra storia.

Nell’articolo precedente vi abbiamo già parlato del Kakebo ( leggilo qui ): un fenomeno che si è diffuso dal Giappone all’occidente e che permette di risparmiare grazie all’organizzazione  della contabilità personale utilizzando un semplice “libro dei conti di casa” (Il Kakebo). Ma da quale mente geniale è nato questo metodo?  

In questo articolo siamo andati ad indagare la storia di una donna tenace, che circa 100 anni fa, ha inventato e divulgato il primo Kakebo della storia.

Hani Motoko: l’inventrice del primo Kakebo della storia

Facciamo un piccolo salto nel passato.

Siamo in Giappone, ad inizi ‘900 e una donna inizia a far parlare di se nel giornalismo, fondando addirittura una sua rivista.  Utilizza quest’ultima per battersi per l’empowerment femminile e diventa ben presto una figura di riferimento per moltissime donne giapponesi dell’epoca. Stiamo parlando di Hani Motoko, inventrice tra le altre cose del primissimo Kakebo.

Hani Motoko è nata nel 1873, da una famiglia di ex samurai ed è considerata la prima giornalista donna del Giappone. Faceva parte di una nuova generazione di ragazze a cui è stato permesso di perseguire un’istruzione oltre la scuola di base e questo le ha permesso di avere maggiori opportunità nella sua vita.

Com’è nato il Kakebo? Una storia lunga più di 100 anni

Nel 1901 Hani, sposò un suo collega (Hani Yoshijkazu) e insieme, fondarono una nuova rivista chiamata Fujin no Tomo (Amica delle donne). L’obiettivo originale di questa rivista era quello di migliorare le condizioni delle donne e fornire loro un aiuto pratico nella vita quotidiana.

Dalle pagine di questa rivista iniziò ad incoraggiare le sue lettrici a prendere nota di entrate, spese e risparmi tramite degli articoli utili. Visto il successo di queste idee, nel 1904, lanciò sul mercato il primo libro contabile per la casa: è appena nato il Kakebo.

In una società asiatica tradizionale era un concetto in anticipo sui tempi; Era destinato in principio alle casalinghe giapponesi, perché a quei tempi, per le donne, il Kakebo era uno strumento liberatorio che dava loro il controllo di tutte le decisioni finanziarie.  Ma la sua efficacia come strumento finanziario, ha portato il metodo ad essere utilizzato da tutti i membri della famiglia e durare per più di 100 anni (ed essere utilizzato ancora oggi).

Oggi puoi provare anche tu questo metodo grazie alla prima versione del Kakebo di Konobooks.

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Il governo giapponese ha promosso attivamente il kakebo per competere con le economie occidentali e questo si è rivelato uno strumento fondamentale per consentire alle persone (anche con un reddito basso) di risparmiare.

In Giappone è diventata una tradizione, tramandata di generazione in generazione. La usano proprio tutti, donne e uomini di tutte le età (poiché un kakebo funziona per la maggior parte delle persone indipendentemente dal sesso). Persino i bambini fin da piccoli viene insegnato il valore del denaro e a gestire i propri conti. In famiglia e nelle scuole si impara da subito a tener conto delle proprie entrate e delle proprie spese.

Hani Motoko ha enfatizzato gli ideali per l’indipendenza, l’autostima e la libertà finanziaria attraverso la consapevolezza e il risparmio.

Ma chi era Hani Motoko? Ritratto della donna che ha inventato il Kakebo

Hani Motoko è nata nel 1873, da una famiglia di ex samurai ed è considerata la prima giornalista donna del Giappone. Faceva parte di una nuova generazione di ragazze a cui è stato permesso di perseguire un’istruzione oltre la scuola di base e questo le ha permesso di avere maggiori opportunità nella sua vita.

Prima di diventare una giornalista, Hani era un’insegnante. A quell’epoca la maggior parte delle donne erano o casalinghe o impiegate come operatrici nelle fabbriche tessili. Solo il 5,9% degli insegnanti in Giappone erano donne. Per una donna, l’insegnamento era la carriera più prestigiosa e redditizia disponibile. Quindi per Hani era una grande opportunità, che le diede modo di comprendere meglio le problematiche delle donne di in una società ancora molto patriarcale. Causa che sposò successivamente nei suoi articoli.

Hani inizio la sua carriera come giornalista nel 1897 (all’età di 24 anni), raggiungendo il primato come prima donna giornalista del Giappone. La sua reputazione di giornalista crebbe rapidamente, perché si occupava di questioni sociali spesso trascurate come l’assistenza all’infanzia e gli orfanotrofi. Ma la sua vera ambizione era quella di trattare temi concreti che avrebbero aiutato le donne ad avere maggiore consapevolezza della loro vita.

Hani sosteneva da vera attivista l’eguaglianza tra donne e uomini. Inoltre è stata la fondatrice della prima scuola femminile privata che promuoveva “la libertà e l’autocoscienza delle donne” ed è stata tra le numerose leader femminili di spicco, che hanno lavorato con il governo Meiji per migliorare la vita delle donne nel loro paese. 

Ma oltre alle sue importanti iniziative e alla sua brillante carriera, c’è un’altra invenzione a lei associata, che spesso non viene raccontata nelle sue biografie. Hani è considerata infatti l’inventrice e la divulgatrice del metodo alla base del Kakebo.

Alcune risorse utili

Kakebo raccontato da Donna Moderna: Vai al Link
La biografia di Hani Motoko su Wikipedia: Vai su Wikipedia
Raccontato dalla Cnbc (inglese): Vai al Link

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